La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha delineato il percorso che l'Unione seguirà per fronteggiare la grave crisi energetica che affligge il continente. Dopo una riunione dell'esecutivo Ue incentrata sulla situazione in Medio Oriente, von der Leyen ha annunciato un piano che combina interventi immediati con misure strutturali, con l'obiettivo finale di accelerare l'elettrificazione e garantire l'indipendenza energetica europea. Il cronoprogramma prevede il 23 e 24 aprile un summit informale a Cipro che rischia di diventare uno scontro interno sulle politiche di contrasto alla crisi.
Nel mezzo della discussione, emerge un conflitto di fondo che minaccia di dividere l'Europa: la richiesta di sospendere il Patto di Stabilità. L'Italia spinge con decisione per ottenere questa deroga, affermando che le circostanze eccezionali lo richiederebbero. La risposta di Bruxelles, però, è netta e definitiva. Von der Leyen ha chiarito che al momento non sussistono le condizioni per ricorrere alla clausola generale d'eccezione del Patto: per ipotizzarne la sospensione occorrerebbe una recessione grave. La crisi energetica, per quanto seria, non è ritenuta sufficiente a justificare questo passo. La Commissione ha inoltre esortato i governi a non aumentare i deficit con i loro interventi anti-crisi.
Behind questa posizione si cela una valutazione precisa: secondo Bruxelles, i fondi europei già disponibili sono sufficienti, a patto che vengano allocati con criterio e non dispersi in misure indiscriminate. Von der Leyen ha sottolineato che gli interventi contro il caro energia devono essere costruiti con intelligenza: mirati ai gruppi più vulnerabili, rapidi nell'implementazione e temporanei nella durata. Una volta codificati in normative nazionali, tuttavia, deve essere garantita la possibilità di abbandanarli quando la situazione migliora. Queste dichiarazioni hanno scontentato i partner della coalizione governativa italiana, Fratelli d'Italia e Lega, ma per il governo Meloni la strada verso la sospensione del Patto rimane ostruita dal fronte dei cosiddetti Paesi frugali, che oppone un'ostica resistenza.
La Commissione non resta passiva dinanzi alla crisi. Nel corso di aprile darà il via libera a un nuovo quadro normativo per gli aiuti di Stato, allargando le maglie della disciplina sulla concorrenza al fine di permettere interventi strategici nel settore energetico. Una mossa che, paradossalmente, potrebbe avvantaggiare soprattutto le economie con maggiore spazio fiscale—non certo l'Italia. Il 22 aprile, anticipando il vertice informale cipriota, la Commissione presenterà la propria cassetta degli strumenti per affrontare l'emergenza energetica, un pacchetto atteso come elemento centrale della risposta europea a questa crisi.