L'Europa non arretra di fronte alle pressioni geopolitiche e riafferma con determinazione il principio della libera navigazione nello Stretto di Hormuz, la via cruciale per il commercio mondiale. La posizione è stata ribadita con chiarezza dall'Alto Rappresentante dell'Ue Kaja Kallas al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che ha dichiarato come Bruxelles continuerà a respingere categoricamente qualsiasi accordo che limiti il passaggio sicuro nella rotta strategica. Questo impegno rispecchia le crescenti preoccupazioni legate alle conseguenze economiche di una eventuale chiusura: l'impennata dei costi energetici inizia già a ripercuotersi sull'inflazione globale, un tema affrontato nel corso di una riunione straordinaria della Commissione europea.

La presidente Ursula von der Leyen ha evidenziato come il blocco dello Stretto rappresenti un danno concreto per l'economia europea e ha sottolineato l'importanza prioritaria della libertà di movimento commerciale. Tuttavia, le soluzioni rapide scarseggiano e la situazione si complica ulteriormente con l'arrivo di nuove tensioni da parte dell'amministrazione Trump, aggiungendosi alle già difficili negoziazioni con l'Iran. Il quadro è complesso: da un lato l'Iran controlla selettivamente i passaggi, dall'altro circolano ipotesi di accordi bilaterali Usa-Iran che potrebbero includere pedaggi per la ricostruzione regionale.

Per rispondere a questa crisi, Francia e Regno Unito si muovono in sinergia. Emmanuel Macron ha annunciato l'organizzazione di una conferenza internazionale nei prossimi giorni con i Paesi disponibili a partecipare a una missione multinazionale di carattere pacifico. La missione avrà natura strettamente difensiva e rimarrà estranea ai belligeranti, con dispiegamento previsto non appena le condizioni lo consentiranno. Parigi ribadisce che ogni sforzo deve convergere verso una soluzione diplomatica solida e duratura del conflitto mediorientale.

L'Ue sta inoltre attivando la diplomazia di più alto livello attraverso il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa, che domani e dopodomani visiterà Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Qatar. L'obiettivo del tour è discutere direttamente con i leader regionali le modalità per costruire una sicurezza duratura e allentare le tensioni attuali, supportando gli sforzi diplomatici in corso.

Rimane particolarmente critica la situazione del Libano, dove l'Europa chiede con insistenza l'applicazione integrale della tregua decisa tra Iran e Usa, coinvolgendo Beirut nel processo. Von der Leyen e il primo ministro britannico temono che il proseguimento degli attacchi israeliani possa compromettere l'intero percorso di pace regionale, trasformandolo in un ostacolo difficilmente superabile.