Ursula von der Leyen ha tracciato una linea netta sul futuro della sicurezza europea durante il suo intervento alla Conferenza degli ambasciatori dell'Unione europea. La presidente della Commissione ha sottolineato come, nel contesto geopolitico attuale, la capacità dell'Europa di proteggere i propri interessi rappresenti un imperativo strategico imprescindibile. Secondo Von der Leyen, sebbene la pace rimanga il fondamento dei valori e dei trattati europei, raggiungere e mantenere questo obiettivo richiede oggi investimenti concreti nella capacità di deterrenza e di proiezione del potere continentale.
Al cuore della nuova visione vi è l'adozione della sicurezza come principio organizzatore di tutte le decisioni e le risorse europee. Von der Leyen ha spiegato che questa integrazione della dimensione securitaria in ogni ambito politico e programmatico dell'Ue non rappresenta una militarizzazione, bensì una trasformazione consapevole volta a proteggere il territorio, l'economia, le istituzioni democratiche e il modello di vita europeo dalle minacce contemporanee.
Sulla questione finanziaria, la presidente ha evidenziato un cambio di passo senza precedenti. Gli Stati membri stanno infatti accelerando gli stanziamenti per la difesa verso cifre record, con l'obiettivo collettivo di raggiungere gli 800 miliardi di euro entro il 2030. Von der Leyen ha ricordato come nell'ultimo anno l'Europa abbia già compiuto passi più significativi nel settore della difesa rispetto ai decenni precedenti, segnalando una consapevolezza crescente della necessità di auto-sufficiienza strategica.
Parallela all'indipendenza europea vi è però la volontà di rafforzare partnership internazionali consolidate. La presidente ha descritto un approccio collaborativo che vede il coinvolgimento di alleati globali affidabili. Bruxelles ha aperto il programma Safe al Canada, sta negoziando l'integrazione delle catene di valore difensive con l'India e prosegue positivamente i colloqui con l'Australia. Questi accordi mirano a creare una rete di cooperazione difensiva che rafforzi la stabilità globale senza isolare il continente europeo.
La strategia complessiva rappresenta un cambio culturale e operativo per un'Ue che storicamente ha privilegiato l'integrazione economica rispetto alla capacità militare. Von der Leyen ha chiarito che assumersi pienamente la responsabilità della propria sicurezza non significa scegliere l'isolazionismo, ma piuttosto costruire un'Europa più robusta e credibile nel sistema internazionale, in grado di tutelare i propri cittadini e i propri valori in un momento di crescente instabilità globale.