Ursula von der Leyen ha ribadito con fermezza la posizione dell'Europa sulla questione israelo-palestinese durante l'assemblea degli ambasciatori dell'Unione. Nel suo intervento, la presidente della Commissione ha sottolineato che qualsiasi progetto relativo alla ricerca della pace e alla ricostruzione della Striscia di Gaza deve operare in sinergia con le istituzioni delle Nazioni Unite, evitando di creare competizioni o di tentare di sostituire gli organismi internazionali già esistenti. Un principio, ha ribadito, affermato sin dal principio degli impegni europei su questo dossier cruciale.
Von der Leyen ha tuttavia riconosciuto che il sistema delle Nazioni Unite necessita di profonde trasformazioni strutturali. La leader europea ha ammesso che quando i canali diplomatici tradizionali si trovano di fronte a situazioni di stallo, l'Europa deve essere disposta a cercare soluzioni innovative e percorsi alternativi per affrontare le crisi più complesse del nostro tempo. L'Unione, ha precisato, non intende rimanere ai margini delle decisioni globali, ma intende farsi sentire attivamente.
Dal punto di vista storico, l'Europa ha dimostrato di possedere una consolidata esperienza nell'adattarsi a formati diplomatici non convenzionali. Quartetti internazionali, gruppi di contatto ad hoc e iniziative costruite su base regionale rappresentano esempi di come il continente europeo abbia saputo operare in modo flessibile e pragmatico. Von der Leyen ha confermato che questa disposizione al dialogo creativo rimarrà una caratteristica distintiva dell'azione europea, specialmente mentre la geopolitica globale continua a evolversi rapidamente.
La dichiarazione della presidente della Commissione contiene quindi un duplice messaggio: da un lato, afferma il principio di lealtà verso i meccanismi multilaterali stabiliti, dall'altro rivendica per l'Europa lo spazio necessario per contribuire attivamente alla soluzione delle crisi internazionali portando i propri valori fondamentali. Questo impegno a fare sentire la propria voce e a proteggere gli interessi europei, ha concluso von der Leyen, rimane immutabile indipendentemente da come si evolveranno gli assetti della politica estera globale nei prossimi anni.