Ursula von der Leyen ha ribadito la centralità del commercio internazionale nella strategia economica dell'Unione europea, intervenendo davanti alla Conferenza degli ambasciatori Ue. La presidente della Commissione ha sottolineato come l'espansione delle reti commerciali rappresenti non una scelta ideologica, ma una necessità pratica per garantire prosperità ai cittadini, alle aziende e ai settori industriali europei. Secondo von der Leyen, mercati aperti e catene di fornitura stabili sono elementi fondamentali che consolidano l'economia interna e, di conseguenza, il ruolo dell'Europa sulla scena globale.
L'esecutivo europeo sta attuando una strategia di diversificazione su più fronti. Nel settore della tecnologia, l'Ue sta rafforzando le partnership con paesi come l'India per garantirsi forniture affidabili di chip e tecnologie verdi, riducendo così la dipendenza da singoli fornitori. Parallela è la strategia per le materie prime critiche, essenziali per la transizione ecologica e digitale, che vengono diversificate attraverso accordi con l'America Latina, l'Australia e altre nazioni.
I numeri presentati dalla presidente illustrano l'ampiezza della rete commerciale dell'Ue. Gli accordi bilaterali e multilaterali stipulati dall'Unione coprono attualmente circa il 50% del prodotto interno lordo globale. Ancora più significativa è la quota di commercio intra-europeo: oltre la metà degli scambi commerciali europei avviene infatti all'interno della rete di accordi dell'Ue, garantendo alle imprese europee transazioni prevedibili e regolamentate con più della metà dell'economia mondiale.
Von der Leyen ha inoltre indicato nuove frontiere di espansione per la comunità commerciale europea. L'interesse rivolto ai dodici membri del Partenariato Trans-Pacifico rappresenta un tentativo di allargare ulteriormente la sfera d'influenza commerciale dell'Ue verso i mercati del Pacifico. La presidente ha concluso sottolineando come esista una solida base economica e commerciale per investimenti e scambi in scala globale, trasformando quella che potrebbe sembrare una questione geopolitica in una priorità pragmatica e conveniente per le aziende europee.