L'Unione Europea deve spingere sull'acceleratore per l'allargamento ai nuovi Stati membri. È l'appello lanciato ieri da Kaja Kallas, Alto Rappresentante dell'Ue per gli Affari Esteri, intervenendo alla conferenza degli ambasciatori europei riuniti a Bruxelles. Secondo Kallas, questo non è soltanto un tema procedurale, ma rappresenta una scelta strategica fondamentale nel nuovo assetto geopolitico internazionale.

L'allargamento, ha ricordato Kallas, rimane tradizionalmente la politica estera più efficace dell'Unione. Nel corso dei decenni ha esteso il perimetro di stabilità, pace e sviluppo economico, trasformando il continente europeo. Tuttavia, il processo non può prescindere dal mantenimento rigoroso dei criteri meritocratici che da sempre guidano l'adesione. La sfida attuale, secondo l'esponente europeo, consiste nel bilanciare l'esigenza di qualità con la necessità di muoversi con tempestività storica.

L'attenzione di Bruxelles si concentra sempre più sui Paesi del fianco meridionale dell'Europa. Nelle nazioni che si affacciano sul Mediterraneo e in quelle dell'area MENA (Medio Oriente e Nord Africa), la voglia di integrazione europea è altrettanto intensa di quella registrata nei Paesi candidati orientali. Le istituzioni comunitarie rilevano una domanda sociale crescente provenienti da questi territori, dove la popolazione guarda all'Unione come punto di riferimento per stabilità e benessere.

Kallas ha sottolineato come gli eventi che si verificano in Medio Oriente e Nord Africa non rimangono circoscritti a quelle regioni, ma hanno inevitabilmente ripercussioni sull'intero continente europeo. Per questo motivo, l'opinione pubblica europea si aspetta un'azione più decisa e proattiva da parte dell'Unione nei confronti di queste aree. Accelerare l'allargamento, secondo la prospettiva di Bruxelles, significa rafforzare l'influenza e la stabilità europea in aree geograficamente e geopoliticamente critiche.