Un'operazione militare attribuita all'Iran ha preso di mira il grande impianto petrolifero bahreino di Al Ma'ameer, causando un incendio e ingenti danni materiali alla struttura. L'attacco rappresenta un'escalation preoccupante nel conflitto che sta interessando il Golfo Persico e i paesi circostanti, aggravando ulteriormente la situazione di instabilità geopolitica dell'area.

Secondo le comunicazioni ufficiali della Bahrain News Agency diffuse attraverso i social network, l'aggressione ha innescato le fiamme all'interno del complesso industriale. Le autorità bahrenite hanno immediatamente attivato i protocolli di emergenza per domare l'incendio, mentre i rilievi iniziali confermano danni considerevoli alle strutture. Finora non sono state segnalate vittime tra il personale presente nel sito.

La Bapco, la principale società petrolifera di Stato del Bahrein, ha diramato un comunicato ufficiale dichiarando lo stato di "forza maggiore" per tutte le attività del suo gruppo. L'azienda ha attribuito questa situazione eccezionale sia agli effetti del conflitto regionale in corso sia al recente bombardamento subito dal complesso raffinerie, sottolineando come questa operazione rappresenti una minaccia diretta alla continuità delle operazioni energetiche nazionali.

L'episodio evidenzia come il settore energetico, infrastruttura vitale per l'economia bahrenita, rimane vulnerabile alle tensioni militari che percorrono il Golfo Persico. Le implicazioni economiche e geopolitiche di questo attacco potrebbero avere ripercussioni significative non solo per il Bahrein ma per l'intera stabilità della regione, già segnata da frizioni internazionali di lunga data.