Il conflitto in Libano sta trasformandosi in una catastrofe umanitaria che colpisce principalmente i bambini. A partire dal 2 marzo, quando le ostilità hanno registrato una drammatica intensificazione, il bilancio dei piccoli vittime continua a crescere in modo allarmante. Secondo i dati diffusi dall'Unicef, negli ultimi sette giorni sono stati uccisi almeno 83 minori, mentre altre 254 persone sotto i diciotto anni hanno riportato ferite, spesso gravi. Queste cifre equivalgono a una media di oltre dieci bambini assassinati ogni giorno e circa 36 feriti quotidianamente.

La situazione appare ancora più grave se si considera l'arco temporale più ampio degli ultimi 28 mesi. Nel complesso, il conflitto ha causato 412 vittime tra i minori e ha ferito 1.632 bambini. Negli ultimi sei giorni il ritmo delle uccisioni si è accelerato ulteriormente, con un aumento del 25% rispetto ai periodi precedenti. "Questi numeri sono sconvolgenti e rappresentano la vera misura della sofferenza che il conflitto infligge alla popolazione più vulnerabile", ha sottolineato Edouard Beigbeder, responsabile regionale dell'agenzia dell'Onu per il Medio Oriente e il Nord Africa.

Oltre alle vittime dirette degli attacchi, la crisi sta generando una catastrofe umanitaria secondaria legata agli sfollamenti forzati. Circa 700 mila persone hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni spinte dalla paura, tra cui almeno 200 mila minori. Migliaia di bambini si trovano ora senza riparo, esposti al freddo e privi dei servizi essenziali. Questa migrazione di massa si aggiunge alle precedenti ondate di profughi causate dalle escalation belliche.

Di fronte a questo scenario devastante, l'Unicef ha lanciato un appello urgente a tutte le parti in conflitto affinché adottino misure concrete per proteggere la popolazione civile. L'organizzazione chiede esplicitamente il rispetto delle infrastrutture civili, in particolare scuole e strutture di accoglienza, e il pieno rispetto degli obblighi previsti dal diritto internazionale umanitario. L'agenzia esorta inoltre i governi e i soggetti armati a intraprendere immediatamente ogni azione possibile per deescalare le tensioni, al fine di porre fine alla sofferenza che continua a colpire indiscriminatamente i bambini libanesi.