Bruxelles - La Commissione Libertà Civili del Parlamento europeo si appresta a votare oggi il mandato negoziale per il nuovo Regolamento europeo sui rimpatri, scatenando una reazione furibonda dall'ala progressista dell'assemblea. Ilaria Salis, deputata dei Verdi-Sinistra italiana, ha lanciato un allarme su X definendo la proposta "aberrante sotto ogni profilo" e interpretandola come un segnale dello "strisciante nazionalismo" che caratterizza l'attuale stagione politica continentale.

Secondo l'eurodeputata, la riforma rappresenterebbe nulla di meno che l'architrave normativa per un vasto piano di espulsioni forzate su scala europea. Nel mirino di Salis non solo il numero potenzialmente alto di rimpatri, ma soprattutto l'assenza di tutele per le fasce più vulnerabili: famiglie intere, minori in situazione irregolare e, elemento che fa scattare l'allarme della parlamentare, persone che potrebbero essere rinviate in nazioni dove non hanno mai messo piede.

"Con l'estrema destra che ormai detta l'agenda europea, si sta preparando qualcosa di profondamente disumano", prosegue Salis nel suo messaggio. La maggiore preoccupazione riguarda i poteri conferiti alle forze dell'ordine: secondo la deputata, le nuove norme darebbero via libera a operazioni di ricerca e cattura dei migranti con modalità analoghe a quelle praticate dall'Ice, l'agenzia americana per l'immigrazione, creando di fatto uno scenario che ricorda i peggiori episodi di discriminazione razziale dell'epoca nazifascista.

Avs ha già comunicato il voto contrario alla riforma. Ma Salis va oltre, promettendo resistenza organizzata qualora il regolamento diventasse legge effettiva. "Siamo pronti alla disobbedienza civile, esattamente come accaduto a Minneapolis", dichiara, tracciando un parallelismo con i movimenti di protesta statunitensi contro l'ingiustizia razziale e annunciando che il suo schieramento si mobiliterà sul territorio per contrastare le deportazioni.