Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha lanciato un richiamo esplicito alle istituzioni europee durante la Conferenza degli ambasciatori dell'Ue svoltasi a Bruxelles. Nel suo intervento, il diplomatico transalpino ha sottolineato l'importanza di preservare un assetto istituzionale equilibrato nella gestione della politica estera dell'Unione, con particolare attenzione al ruolo del Servizio di Azione Esterna come strumento di coordinamento tra Bruxelles e gli Stati membri.
Barrot ha posto l'accento sul principio di sussidiarietà e sul rispetto dei Trattati europei, citando in particolare l'articolo 18 del Trattato sull'Unione europea. Secondo tale norma, sottolinea il ministro francese, è l'Alto rappresentante a condurre la politica estera e di sicurezza comune dell'Unione, contribuendo all'elaborazione della strategia e operando come mandatario del Consiglio. Un ruolo che, secondo Barrot, la Commissione non dovrebbe invadere o marginalizzare.
La Francia si è dichiarata disponibile a difendere questa architettura istituzionale, offrendo il suo sostegno affinché il Servizio di Azione Esterna possa affermarsi pienamente all'interno delle istituzioni europee. Parigi conta, a sua volta, su un'azione coordinata che ricordi le competenze specifiche di ciascun organismo, particolarmente rilevante nella definizione della futura strategia europea di sicurezza.
Il ministro ha collegato questa battaglia istituzionale a una questione geopolitica più ampia: il rispetto dei Trattati e della sussidiarietà rappresentano, secondo Barrot, le condizioni imprescindibili perché l'Europa possa agire con efficacia. Solo così l'Ue potrà evitare a se stessa e al resto del mondo le conseguenze destabilizzanti della crescente rivalità fra Stati Uniti e Cina, una competizione globale che richiede unità e chiarezza nelle posizioni europee.