Le forze armate iraniane stanno impiegando una tipologia di missile balistico particolarmente pericolosa: ordigni equipaggiati con testate a grappolo che si comportano come vere e proprie piogge di munizioni esplosive. Ciò che rende questi armamenti particolarmente insidiosi è la loro capacità di mantenere intatta la potenzialità distruttiva anche quando vengono colpiti dai sistemi di difesa aerea nemici durante l'intercettazione.

Secondo quanto riportato da fonti militari, quando questi missili vengono abbattuti nello spazio aereo israeliano, le cariche a dispersione continuano comunque a rilasciare il loro carico di esplosivi su ampi perimetri territoriali. Questo meccanismo consente agli attacchi iraniani di provocare danni e causare vittime anche quando tecnicamente intercettati dai sistemi difensivi, neutralizzando parzialmente l'efficacia degli scudi antimissile tradizionali.

Dall'inizio delle operazioni belliche in corso, le autorità israeliane hanno documentato un numero significativo di vittime civili e militari direttamente imputabile a questi attacchi. I danni infrastrutturali registrati nel territorio israeliano confermano come i Pasdaran abbiano scelto deliberatamente questa tecnologia armamentistica per massimizzare l'impatto dei loro bombardamenti, indipendentemente dalle contromisure disponibili agli avversari.

La scelta di equipaggiare i vettori balistici con testate a grappolo rappresenta un'escalation tattica significativa nel conflitto in corso, sollevando interrogativi internazionali circa il rispetto delle norme umanitarie nel teatro bellico mediorientale. Gli analisti militari sottolineano come questa strategia rifletta l'intenzione iraniana di penetrare le difese israeliane attraverso una moltiplicazione del numero di obiettivi simultanei, rendendo impossibile l'intercettamento totale di tutti i sottomunizioni disperse.