Tensioni crescenti nel mercato globale del petrolio. A margine della riunione ministeriale del G7 convocata questa mattina, Fatih Birol, numero uno dell'Agenzia Internazionale dell'Energia, ha tracciato uno scenario complesso: oltre ai problemi di navigazione nello Stretto di Hormuz, il mondo sta affrontando un calo significativo della produzione di greggio che amplifica i rischi per l'equilibrio energetico internazionale.

Per rispondere a questa situazione, l'Aie e i suoi paesi membri hanno messo sul tavolo una soluzione strutturale: le riserve strategiche di petrolio. Birol ha illustrato il portafoglio disponibile: sono 1,2 miliardi di barili le scorte petrolifere pubbliche d'emergenza accumulate dai paesi aderenti all'organizzazione, a cui si aggiungono ulteriori 600 milioni di barili detenuti come giacenze industriali secondo gli obblighi legislativi nazionali.

Durante i lavori del G7, l'argomento ha ricevuto attenzione prioritaria. Sul tavolo è stata discussa l'ipotesi concreta di immettere nel mercato parte di queste riserve strategiche per contenere i prezzi e garantire la continuità dell'approvvigionamento energetico globale. Si tratta di uno strumento utilizzato raramente, ma potente, nelle situazioni critiche.

Le parole di Birol rispecchiano la preoccupazione delle principali economie mondiali per uno scenario caratterizzato da offerta fragile e incertezza geopolitica. La disponibilità di oltre un miliardo di barili rappresenta un cuscinetto di sicurezza, ma anche un monito sulla vulnerabilità dei flussi petroliferi attuali. La decisione sugli eventuali rilasci di scorte rimane nelle mani dei governi membri dell'Aie, che continueranno a monitorare l'evoluzione della situazione nei prossimi giorni.