La ministra del Lavoro e delle politiche sociali Marina Elvira Calderone ha rilanciato da Bruxelles l'appello per una gestione consapevole dell'intelligenza artificiale nel mondo del lavoro. Nel corso della sessione pubblica del Consiglio politiche sociali dell'Unione europea, la responsabile ha messo in evidenza come la rivoluzione tecnologica in corso debba mantenere l'uomo al centro delle strategie di implementazione, garantendo al contempo opportunità concrete di crescita economica.
Secondo Calderone, il settore occupazionale si trova di fronte a una trasformazione senza precedenti. Le aziende dovranno adeguarsi a nuove mansioni, processi produttivi diversi e modelli organizzativi radicalmente innovativi, con competenze richieste che cambieranno profondamente. "L'impatto concreto su lavoratori e imprese dipenderà dalle decisioni politiche che sapremo prendere oggi", ha spiegato la ministra, tracciando una linea diretta tra le scelte normative e gli esiti sociali ed economici.
Il tema cruciale individuato dalla titolare del dicastero riguarda l'investimento nelle competenze dei lavoratori. L'Italia, secondo quanto dichiarato, si sta impegnando con determinazione in questo ambito, consapevole che la formazione rappresenta uno strumento fondamentale per accompagnare la transizione tecnologica senza lasciare indietro nessuno. Una strategia che punta a rendere i lavoratori europei competitivi e adatti alle nuove esigenze del mercato.
Calderone ha infine sottolineato la necessità di trovare un punto di equilibrio politico che sia in grado di contemperare tre esigenze apparentemente contrastanti: la protezione effettiva dei diritti occupazionali, la capacità dell'industria europea di innovare e la competitività continentale nei mercati globali. "Serve una soluzione europea che garantisca un uso dell'intelligenza artificiale realmente incentrato sull'uomo", ha concluso, confermando la disponibilità dell'Italia a contribuire attivamente a questo complesso negoziato internazionale.