In un momento di crescente instabilità internazionale, la strategia europea verso le energie rinnovabili non è più soltanto una scelta ambientale, ma una questione di sovranità politica ed economica. A sostenerlo è Pierfrancesco Maran, presidente della commissione Ambiente del Parlamento europeo e membro del Partito Democratico, nel corso di un'intervista rilasciata a Politico.
Secondo l'eurodeputato, i recenti sviluppi geopolitici hanno ulteriormente rafforzato la necessità di portare avanti il Green Deal, il programma dell'Unione Europea che mira a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. "L'Europa si trova di fronte a un bivio chiaro", spiega Maran: "da un lato, continuare a fare affidamento su fonti energetiche fossili e su fornitori stranieri in un contesto globale sempre più precario, dall'altro accelerare la transizione verso le energie pulite e conquistare una vera autonomia energetica".
Maran riconosce tuttavia che il panorama mondiale è profondamente cambiato dalle origini del Green Deal. La strategia comunitaria, sostiene, deve adattarsi alla nuova realtà geopolitica mantenendo però la rotta tracciata in precedenza. Questo equilibrio tra flessibilità tattica e coerenza strategica rappresenta la sfida cruciale per le istituzioni europee nei prossimi anni.
Un elemento chiave emerso dalle parole dell'eurodeputato riguarda le esigenze del mondo imprenditoriale. Le aziende europee, sottolinea Maran, chiedono soprattutto certezza normativa e prevedibilità del quadro regolamentare. "Modificare continuamente le regole e trasmettere l'impressione che nulla sia stabile rappresenta un ostacolo significativo per lo sviluppo economico", avverte l'esponente dem. Per questo motivo, le istituzioni devono coniugare l'ambizione ambientale con la stabilità regolatoria, elemento indispensabile affinché le imprese possano investire nella transizione ecologica con fiducia.