La Commissione Giustizia dell'Europarlamento ha approvato una revisione attesa da anni sulla gestione dei rimpatri di migranti irregolari. Al centro del dibattito il dato allarmante citato da Xavier Bellamy, eurodeputato francese e relatore del provvedimento: quasi 500mila persone ogni anno ricevono un ordine di allontanamento dal territorio dell'Ue, ma meno del 20 per cento viene effettivamente rimpatriato nei paesi di origine.

Bellamy ha commentato il voto sottolineando che "chi non possiede il diritto legale di stare in Europa deve lasciare il continente". Secondo l'esponente del Partito popolare europeo, questa è una condizione imprescindibile per costruire una strategia migratoria credibile e coerente. Senza l'esecuzione concreta delle decisioni di allontanamento, ha spiegato, qualsiasi normativa rimane inutile e controproducente.

Il nuovo quadro normativo rappresenta una discontinuità significativa rispetto alla Direttiva sui rimpatri del 2008, che secondo Bellamy si è rivelata inadeguata e spesso ha ostacolato anziché supportare gli stati membri nell'applicazione delle misure di espulsione. La revisione era ferma da otto anni in sede di negoziati europei: con l'approvazione odierna, questo stallo viene finalmente superato.

L'iniziativa rispecchia la crescente pressione sui governi europei per affrontare il tema della migrazione irregolare con strumenti più incisivi ed efficienti. La decisione della commissione ora passa al voto in plenaria, dove avrà luogo il dibattito definitivo prima della possibile adozione formale.