Il gruppo parlamentare dei Patrioti per l'Europa rivendica un ruolo centrale nel ridisegnare l'orientamento dell'Unione europea sulla gestione dei rimpatri di migranti. Secondo una nota ufficiale diffusa dal movimento sovranista, gli anni caratterizzati da misure giudicate inefficaci e promesse non mantenute sul Patto europeo per le migrazioni hanno finalmente ceduto il passo a un approccio decisamente più severo.
In qualità di terza forza politica dell'emiciclo di Strasburgo, i Patrioti sostengono di aver esercitato una pressione significativa durante i complessi tavoli negoziali condivisi con il Partito popolare europeo (Ppe), i Conservatori e i Riformisti (Ecr) e lo schieramento dei Socialisti europei (Esn). Questo dialogo tra le diverse aree della destra e del centrodestra continentale avrebbe prodotto una svolta nelle logiche che fino a poco tempo fa guidavano le scelte su immigrazione e allontanamenti dal territorio dell'Ue.
Secondo quanto emerge dalle dichiarazioni del movimento, è stata proprio l'azione del gruppo sovranista a spingere il Ppe, storicamente più moderato su questi temi, verso posizioni più intransigenti. L'esito di questi negoziati dovrebbe tradursi in un nuovo pacchetto legislativo europeo caratterizzato da norme e procedure di rimpatrio sostanzialmente inasprite rispetto ai precedenti tentativi di regolamentazione.
La rivendicazione dei Patrioti rappresenta una conferma del peso crescente acquisito dai movimenti euroscettici e nazionalisti nell'assemblea legislativa europea, con implicazioni rilevanti per le future politiche migratorie dell'Unione. La natura più restrittiva dell'approccio promette di impattare significativamente sulla gestione dei flussi migratori verso l'Europa nei prossimi anni.