Le riserve strategiche di petrolio dell'Unione Europea rimangono uno strumento disponibile per fronteggiare situazioni di emergenza energetica. È quanto ha ribadito Valdis Dombrovskis, commissario europeo, al termine della riunione dell'Eurogruppo. Secondo il funzionario di Bruxelles, questi giacimenti costituiscono esattamente il meccanismo pensato per interventi di questo tipo: nel momento in cui emergono difficoltà nell'approvvigionamento o interruzioni nelle forniture, scattano le condizioni per mobilitarli.
Al momento, tuttavia, le valutazioni tecniche non segnalano carenze strutturali nel mercato globale del greggio nel medio termine. Dombrovskis ha sottolineato che qualunque decisione di attingere alle riserve sarebbe giustificata solo in presenza di chiare necessità. Le autorità europee stanno monitorando costantemente l'evoluzione della situazione internazionale prima di prendere provvedimenti concreti.
Il tema ha occupato anche i lavori dei ministri delle Finanze del G7, che si sono confrontati sulle possibilità di un'azione concordata a livello multilaterale. Il gruppo delle sette economie più sviluppate sta valutando come coordinarsi qualora la situazione dovesse deteriorarsi, creando così una risposta unitaria ai rischi geopolitici sul fronte energetico. Tuttavia, dalle discussioni di questa fase non è emersa alcuna decisione vincolante.
I prossimi sviluppi saranno affidati ai ministri dell'Energia del G7, incaricati di approfondire la questione con maggiore dettaglio tecnico nel corso dell'incontro previsto per i giorni successivi. Solo allora potranno emergere valutazioni più concrete e scenari d'intervento effettivamente operativi, qualora le condizioni lo rendessero necessario.