Vladimir Putin e Donald Trump hanno avuto un colloquio telefonico in cui i temi principali sono stati la questione iraniana e il conflitto ucraino. A riferire i contenuti della conversazione è stato Yuri Ushakov, consigliere del Cremlino, attraverso l'agenzia Tass. Il dialogo tra i due leader si è protratto per circa sessanta minuti.

Secondi quanto comunicato da Ushakov, Putin ha fornito a Trump un quadro dettagliato della situazione militare lungo la linea di contatto nel territorio ucraino. Il presidente russo ha in particolare messo l'accento sui risultati conseguiti dalle forze armate nella regione orientale del Paese, sottolineando come questi progressi rappresenterebbero un elemento decisivo per spingere le autorità di Kiev verso il tavolo negoziale.

La narrazione del Cremlino suggerisce così una lettura strategica della situazione: i vantaggi acquisiti sul campo di battaglia dovrebbero, nella prospettiva di Mosca, convincere l'Ucraina ad abbandonare la resistenza armata e avviare trattative per la risoluzione della controversia. Ushakov ha presentato questa valutazione come parte della comunicazione diretta tra Putin e Trump, indicando un possibile ruolo attivo dell'amministrazione americana nel tentativo di facilitare un'apertura negoziale.

Il colloquio rappresenta un ulteriore segnale di contatti tra Mosca e Washington sul dossier ucraino, in un momento in cui le operazioni militari proseguono e le prospettive diplomatiche rimangono dibattute sulla scena internazionale.