La questione del finanziamento dell'Ucraina monopolizza l'agenda dell'Ecofin, la riunione dei ministri delle Finanze dell'Unione Europea in corso a Bruxelles. Edvinas Grikšas, titolare del portafoglio finanziario lituano, ha lanciato un allarme sulla necessità di sciogliere i nodi ancora aperti attorno al pacchetto di aiuti da 90 miliardi di euro destinato a Kiev, definendolo come la priorità assoluta per l'Europa nel momento presente.

"Non possiamo permetterci ritardi" ha messo in chiaro Grikšas, sottolineando come il tempo a disposizione per giungere a un'intesa sia sempre più limitato. La Lituania, paese membro dell'Ue confinante con la Russia, esprime particolare preoccupazione sulla questione, poiché vede direttamente sulla propria frontiera la minaccia rappresentata da Mosca. Secondo il ministro, la stabilità finanziaria dell'Ucraina rappresenta un elemento cruciale per la sicurezza dell'intero continente.

Oltre al prestito concordato, rimane sulla tavola della negoziazione anche il tema dei beni russi sequestrati negli ultimi mesi dalla comunità internazionale in risposta all'invasione ucraina. Grikšas ha insistito affinché tali asset vengano impiegati per supportare economicamente Kiev, trasformando così le sanzioni in uno strumento diretto di sostegno.

Il ministro lituano ha inoltre risposto alle recenti dichiarazioni del presidente Putin, il quale avrebbe ipotizzato una possibile ripresa delle forniture energetiche verso l'Europa. Grikšas ha avvertito contro qualsiasi cedimento su questo fronte, chiedendo invece l'irrigidimento delle misure sanzionatorie nei confronti della Russia. "Non dobbiamo finanziare il conflitto con denaro pubblico" ha puntualizzato, riferendosi al rischio di rimettere in circolo capitale che potrebbe alimentare ulteriormente lo sforzo bellico russo.