La Commissione europea si appresta a lanciare una strategia complessiva per affrontare l'emergenza energetica che sta colpendo il continente. Nel corso del pomeriggio odierno a Strasburgo, il commissario Ue all'energia Dan Jorgensen e la vicepresidente Teresa Ribera presenteranno un pacchetto che mira a stabilizzare i prezzi dell'energia e a ridurre la vulnerabilità dell'Europa agli shock geopolitici internazionali. Le tensioni in Medio Oriente hanno reso ancora più urgente un'iniziativa che era già in gestazione a Bruxelles, rafforzando la determinazione di Bruxelles ad agire.

Il progetto poggia su tre pilastri principali. Da un lato, la Commissione formulerà raccomandazioni ai governi nazionali per ridurre il carico fiscale sulle bollette energetiche, includendo anche incentivi per aderire a contratti di fornitura flessibili. Dall'altro, proporrà una strategia di investimenti massicci nelle energie rinnovabili e nelle tecnologie a basso impatto ambientale, con un focus particolare sul nucleare di nuova generazione come alternativa cruciale per diversificare il mix energetico europeo.

Sul fronte nucleare, Bruxelles punta a trasformare il panorama energetico continentale attraverso lo sviluppo dei piccoli reattori modulari, noti come Smr. L'obiettivo dichiarato è installare i primi impianti di questo tipo entro l'inizio degli anni Trenta, accelerando contemporaneamente ricerca e sviluppo su tecnologie nucleari avanzate. La strategia abbraccia diverse soluzioni tecnologiche: dai tradizionali reattori ad acqua leggera ai più innovativi reattori modulari, dai microreattori fino alla fusione nucleare.

Per sostenere concretamente questa transizione, l'esecutivo comunitario ha stanziato risorse significative. Previsto un ulteriore finanziamento di 200 milioni di euro fino al 2028 attraverso il programma InvestEU, destinato a catalizzare l'affermazione commerciale di queste tecnologie nucleari di ultima generazione. L'idea di fondo è chiara: ridurre drasticamente l'esposizione dell'Europa ai mercati energetici globali e alla volatilità causata dalla dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili, creando al contempo una base tecnologica e industriale all'avanguardia sul piano internazionale.