Antonio Costa, presidente del Consiglio europeo, ha lanciato un appello accorato per la preservazione dell'ordine internazionale fondato su regole condivise durante il suo intervento alla Conferenza degli ambasciatori dell'Unione europea. Il messaggio centrale del suo discorso riguarda l'esigenza impellente di rafforzare i meccanismi di cooperazione su scala mondiale, con le Nazioni Unite come istituzione centrale e irrinunciabile.

Secondo Costa, l'Onu necessita di riforme significative, come quelle promosse dal Segretario Generale António Guterres attraverso l'iniziativa Un80, ma questa trasformazione non deve mai condurre alla sua sostituzione. L'organizzazione internazionale deve permanere quale elemento fondamentale su cui poggia l'intero sistema multilaterale contemporaneo. L'Unione europea, ha sottolineato Costa, continuerà a supportare attivamente questi processi di riforma e rimane uno dei principali alleati delle Nazioni Unite nel perseguimento di questa missione.

Il presidente ha poi affrontato la questione delle violazioni del diritto internazionale, adottando un tono decisamente severo. Ha evidenziato come non possono essere tollerati gli abusi ai danni dell'ordine legale globale, indipendentemente da dove questi si verifichino. Ha menzionato specificamente la situazione in Ucraina, la Groenlandia, le criticità in America Latina e in Africa, oltre alla situazione a Gaza e nel Medio Oriente più ampio.

Parallela preoccupazione è stata espressa riguardo alle sistematiche violazioni dei diritti umani. Costa ha nominato esplicitamente tre contesti particolarmente critici: l'Iran, il Sudan e l'Afghanistan, definendo inaccettabili i maltrattamenti perpetrati contro le popolazioni civili in questi territori. Il messaggio complessivo del suo intervento è stato quello di una Ue determinata a non abbassare la guardia di fronte ai violatori del diritto internazionale e dei diritti fondamentali, operando come custode di principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite e dai trattati europei.