Secondo Antonio Costa, presidente del Consiglio europeo, il conflitto che dilania il Medio Oriente sta producendo un vincitore inaspettato: la Russia. Nel corso di un intervento alla Conferenza degli ambasciatori dell'Unione Europea, Costa ha tracciato un quadro complesso delle conseguenze geopolitiche della crisi, evidenziando come Mosca stia riuscendo a trasformare l'instabilità regionale a proprio vantaggio.
Il presidente del Consiglio europeo ha illustrato una serie di vantaggi strategici che l'escalation mediorientale sta garantendo a Putin. In primo luogo, ha sottolineato come la Russia continui a minare sistematicamente il rispetto del diritto internazionale, consolidando ulteriormente la propria capacità di agire senza conseguenze significative sulla scena globale. Ma gli effetti economici potrebbero rivelarsi ancor più rilevanti: l'aumento dei prezzi dell'energia, conseguenza della volatilità regionale, rappresenta un'iniezione di risorse cruciali per il Cremlino, permettendogli di finanziare più efficacemente la guerra in Ucraina.
Costa ha inoltre denunciato come il conflitto mediorientale stia diventando un'utile distrazione dal fronte ucraino. I Paesi occidentali si trovano costretti a dirottare risorse militari e attenzione diplomatica verso il Medio Oriente, sottraendo così capacità di sostegno che altrimenti sarebbero disponibili per Kiev. Questa riduzione di focus sulla guerra in Ucraina, combinata con l'aumento dei finanziamenti dovuti all'energia, crea per Mosca uno scenario particolarmente favorevole dal punto di vista tattico e strategico.