La commissione Libertà civili del Parlamento europeo ha adottato ieri un nuovo testo sulle politiche migratorie che ha scatenato forti reazioni critiche dai banchi dell'opposizione progressista. L'eurodeputata dei Verdi Mélissa Camara ha denunciato pubblicamente che le nuove disposizioni rappresentano un'eredità ideologica di stampo razzista e populista, espressione di una coalizione di destra e ultradestra che ha prevalso nei voti della commissione.

Secondo la deputata belga, le misure approvate comportano rischi concreti per l'incolumità dei migranti e minacciano il rispetto della loro dignità umana. Tra le disposizioni più contestate figurano l'obbligo immediato di lasciare il territorio di uno Stato membro, i divieti di ingresso permanenti, la detenzione senza termine definito e senza solidi fondamenti giuridici. Il pacchetto prevede inoltre l'istituzione di centri di rimpatrio che coinvolgerebbero anche nuclei familiari con bambini, oltre alla detenzione amministrativa dei minori.

Camara ha evidenziato come le sanzioni previste per la cosiddetta mancata collaborazione si affiancano a un sensibile indebolimento delle garanzie procedurali, creando un quadro normativo che contraddice apertamente i principi cardine dello Stato di diritto. Secondo la lettura dei Verdi, tali principi risultano largamente calpestati dal testo adottato.

L'eurodeputata ha inoltre mosso critiche nei confronti del Partito popolare europeo, accusandolo di allineamento costante con le posizioni dell'ultradestra in materia migratoria, pur sostenendo di non tenere in considerazione i diritti umani fondamentali. I Verdi hanno ribadito il loro impegno nella lotta contro queste misure, tanto all'interno quanto all'esterno dell'Assemblea, per tutelare la dignità e i diritti delle persone.