Un momento carico di emozione quello che si è consumato nell'emiciclo del Parlamento europeo a Strasburgo, durante le celebrazioni della giornata internazionale della donna. Jackie Fox, attivista irlandese che da sei anni dedica la sua vita a contrastare il fenomeno del cyberbullismo, ha ricevuto una lunga e calorosa ovazione dai deputati di tutti i 27 Stati membri. Un tributo al coraggio di una madre che ha trasformato il proprio dolore in una missione collettiva di protezione per i più vulnerabili.
Il punto di partenza di questo impegno è tragico: nel 2018, la figlia di Jackie, Nicole, ha perso la vita a causa del bullismo subito online. Da allora, Fox non ha smesso di lottare per dare un volto legislativo al ricordo di sua figlia. Frutto di questa battaglia è la 'Legge Coco', approvata in Irlanda e portata dal nome di Nicole stessa, una normativa che rappresenta un passo significativo nella criminalizzazione del cyberbullismo grave e della condivisione non consensuale di immagini intime attraverso piattaforme digitali.
"Mi rivolgo a voi, rappresentanti di 27 nazioni, affinché la Legge Coco diventi una legge europea. Proteggete ogni bambino e ogni adulto prima che sia troppo tardi", ha dichiarato Fox dall'aula, rivolgendosi direttamente ai parlamentari. Le sue parole, pronunciate con una commozione palpabile, hanno risuonato come un appello universale per una protezione che non conosce confini geografici.
La madre ha inoltre sottolineato come il cyberbullismo rappresenti una minaccia trasversale, capace di colpire qualsiasi famiglia senza discriminazioni e senza dare alcun preavviso. "Fate che la storia di Nicole sia il catalizzatore del cambiamento, affinché nessun'altra famiglia debba sopportare il dolore che abbiamo affrontato noi", ha aggiunto con determinazione.
Fox non ha trascurato di affrontare anche le nuove frontiere del problema. Ha messo in guardia i deputati circa i rischi crescenti legati alla diffusione dell'intelligenza artificiale, che consente la creazione di immagini sintetiche ad alta definizione. "Le immagini generate dall'IA rappresenteranno una sfida ancora più complessa in futuro. Serve una legislazione che consenta di perseguire coloro che ritengono accettabile condividere l'immagine intima di un'altra persona", ha avvertito, tracciando una linea chiara tra l'innovazione tecnologica e la necessità di tutele giuridiche adeguate.