La commissione speciale del Parlamento europeo dedicata alla questione abitativa non ha convinto gli esponenti dell'ecologismo continentale. Intervenendo a Strasburgo prima della votazione in aula sul rapporto, il co-presidente dei Verdi Ue Bas Eickhout ha espresso forti perplessità sul documento, accusandolo di superficialità nel trattare un tema che tocca profondamente la vita quotidiana di milioni di europei.
Secondo il leader verde, il testo presenta un approccio eccessivamente conservatore che sorvolisticamente ignora i veri nodi gordiani dietro alla crisi abitativa che investe il continente. Eickhout ha ribadito che l'accesso a un alloggio dignitoso a costi sostenibili rappresenta un diritto umano fondamentale, non una commodity da lasciare alle forze di mercato. La relazione, a suo avviso, fallisce nel riconoscere questa priorità essenziale.
Il documento è stato criticato anche per l'assenza di proposte d'investimento significative e per non aver affrontato adeguatamente fenomeni come lo sfratto massivo di nuclei fragili, la proliferazione degli affitti brevi gestiti da grandi operatori finanziari e la speculazione immobiliare. Quest'ultimo aspetto, ha sottolineato Eickhout, rappresenta uno dei principali responsabili dei rincari vertiginosi che rendono le abitazioni irraggiungibili per le fasce più deboli della popolazione.
La posizione critica dei Verdi Ue evidenzia lo scollamento tra diverse visioni sulla politica abitativa europea. Mentre la maggioranza della commissione sembra propendere per soluzioni più orientate al mercato, gli ecologisti chiedono interventi pubblici decisi volti a calmierare i prezzi, combattere la speculazione finanziaria e garantire il diritto alla casa come priorità sociale.