Antonio Tajani ha comunicato il superamento della situazione critica che interessava numerosi connazionali intenzionati a lasciare i Paesi del Golfo Persico. Durante un collegamento dalla LetExpo di Verona, il ministro degli Esteri ha dichiarato che dalla giornata precedente il livello di allerta non è più emergenziale e che gli ostacoli organizzativi che bloccavano le partenze sono stati progressivamente eliminati.
Secondo il titolare della Farnesina, anche il nodo critico alle Maldive, dove si era registrato un accumulo consistente di italiani in attesa di rientro, sta trovando una soluzione concreta. Tajani ha precisato che il processo di fluidificazione delle partenze procede gradualmente, escludendo naturalmente i cittadini con residenza permanente in quei territori. Negli aeroporti della regione non si registrano più gli ingorghi che avevano caratterizzato le settimane precedenti, e non è stato più necessario ricorrere a operazioni straordinarie di accelerazione delle partenze.
Parallela a questo intervento sulla situazione nel Golfo, l'Italia ha adottato una strategia difensiva nei confronti dei Paesi mediorientali considerati particolarmente instabili. Il governo ha avviato il ridimensionamento della propria presenza diplomatica in Libano e Iraq, dove le condizioni di sicurezza rimangono deteriorate. Questa scelta risponde alla priorità di proteggere gli italiani che risiedono stabilmente in quelle aree, sottraendoli ai rischi derivanti dall'insicurezza strutturale che caratterizza entrambi gli Stati.