Teresa Ribera, vicepresidente della Commissione europea, ha preso una posizione netta contro l'abolizione dell'Ets (Emission Trading System), il meccanismo europeo di mercato delle emissioni di CO2. La posizione della commissaria arriva in risposta alle pressioni di diversi Stati membri, tra cui l'Italia, che hanno chiesto il congelamento del sistema. Una richiesta che Ribera giudica profondamente sbagliata e potenzialmente dannosa per il progetto climatico europeo.
Secondo quanto dichiarato durante un'audizione, l'Ue dispone già di un processo di revisione del sistema Ets inserito nel calendario dell'anno in corso. La commissaria sostiene che da questa revisione devono emergere insegnamenti concreti: valutare quali meccanismi hanno effettivamente funzionato e individuare i margini di miglioramento. Tuttavia, optare per l'eliminazione totale dello strumento rappresenterebbe, nelle sue parole, "un errore enorme" che comporterebbe conseguenze ben più gravi dei problemi che si intendono risolvere.
Ribera ha messo in evidenza come eliminare il mercato delle emissioni invierebbe un segnale negativo a livello globale e interno all'Europa stessa. Una scelta simile rischia di disarticolare i progressi già realizzati attraverso politiche climatiche ambiziose, demoralizzando gli attori economici che per primi si sono impegnati nella transizione verde. Ancora più critico l'impatto sulla competitività internazionale dell'industria europea, che comporterebbe un indebolimento strutturale della posizione del continente nei mercati globali durante la cruciale transizione energetica.