Teresa Ribera, vicepresidente della Commissione europea, ha espresso forti dubbi sulla proposta di disaccoppiamento dei prezzi dell'energia elettrica come soluzione per contenere i costi energetici europei. Intervistata durante una conferenza stampa a Strasburgo, la responsabile ha sottolineato che questo meccanismo potrebbe non portare ai risultati sperati in termini di riduzione delle tariffe.

Secondo Ribera, il mercato dell'energia è stato profondamente riformato nel 2023 e attualmente dispone di numerosi strumenti che ancora non vengono sfruttati completamente. Prima di ricorrere a misure straordinarie come il disaccoppiamento, l'Ue dovrebbe quindi massimizzare l'utilizzo dei meccanismi già disponibili e verificare quale sia la soluzione più efficace per raggiungere l'obiettivo comune.

La vicepresidente ha inoltre evidenziato un aspetto spesso trascurato nel dibattito: la presenza ancora significativa di fonti energetiche ad alta intensità di carbonio nel mix energetico europeo. Questa caratteristica rappresenterebbe un limite concreto all'efficacia del disaccoppiamento, poiché non garantirebbe automaticamente una riduzione dei prezzi finali per cittadini e imprese.

"Dobbiamo procedere con estrema cautela e individuare con precisione quali siano le soluzioni più appropriate", ha dichiarato Ribera, ribadendo che tutti gli attori europei condividono l'obiettivo comune di garantire energia elettrica accessibile al continente. La posizione della Commissione rimane quindi prudente, orientata verso una valutazione meticolosa delle opzioni disponibili prima di introdurre cambiamenti strutturali al mercato.