Teresa Ribera, vicepresidente esecutiva della Commissione europea, ha voluto marcare una significativa distanza dalle dichiarazioni rilasciate ieri da Ursula von der Leyen riguardo al superamento dell'ordine mondiale consolidato. Durante una conferenza stampa a Strasburgo, la responsabile spagnola ha espresso il proprio disappunto sulla formulazione utilizzata dalla presidente dell'esecutivo comunitario, giudicandola poco felice dal punto di vista comunicativo.

Al centro della divergenza di vedute c'è una questione strategica cruciale per l'identità europea: il ruolo del diritto internazionale nel consolidamento dell'Unione. Ribera ha sottolineato come questo pilastro giuridico rappresenti uno degli strumenti più essenziali per costruire sia il progetto europeo sia la sicurezza del continente. La socialista ha evidenziato che non si tratta di una questione che riguarda esclusivamente gli stati membri dell'Ue, bensì il riconoscimento condiviso da una larga maggioranza dei paesi mondiali di un'istituzione considerata tra le più significative eredità del periodo successivo alla Seconda guerra mondiale.

Le parole di Ribera rappresentano una correzione di rotta rispetto alle affermazioni di von der Leyen, che aveva utilizzato un linguaggio particolarmente deciso nel descrivere l'incapacità dell'Europa di fungere da garante di un sistema internazionale ormai superato. Per Ribera, invece, questa prospettiva risulta inadeguata poiché rischia di sottovalutare l'importanza persistente di regole e istituzioni internazionali nel contesto europeo contemporaneo. La posizione della vicepresidente suggerisce una maggiore cautela nel comunicare i cambiamenti geopolitici in atto, mantenendo ferma l'adesione ai principi che hanno fondato l'architettura mondiale del dopoguerra.