La Commissione europea stringe i criteri di ammissione per i paesi candidati. Intervenendo in plenaria a Strasburgo, Marta Kos, commissaria slovena responsabile del processo di allargamento dell'Unione, ha ribadito che non ci sarà spazio per Stati deboli dal punto di vista democratico o vulnerabili a pressioni esterne. L'Ue non può permettersi di accogliere "cavalli di Troia", ha affermato in modo diretto, sottolineando come ogni nuovo membro rappresenti un potenziale punto di forza o di fragilità per l'intera struttura comunitaria.
La dichiarazione di Kos rispecchia una crescente preoccupazione a livello europeo riguardo alle campagne d'influenza russa e agli sforzi di destabilizzazione nei confronti dei paesi candidati. Chi vuole entrare nell'Ue deve dimostrare di possedere istituzioni democratiche solide e autentiche, capaci di resistere a pressioni e ricatti internazionali. Non basta una formale adesione ai valori democratici sulla carta: serve una sostanza autentica nel funzionamento degli organi statali.
La commissaria ha inoltre enfatizzato l'importanza delle riforme strutturali nei paesi candidati, escludendo categoricamente la possibilità di accelerazioni artificiali o deroghe ai standard richiesti. "Questo crea credibilità", ha spiegato Kos, intendendo che il rigoroso rispetto dei criteri di accesso aumenta la fiducia nei confronti del processo di allargamento e rafforza l'integrità dell'Ue stessa.
Nel suo intervento, la commissaria ha anche sottolineato la necessità che l'Unione mantenga gli impegni presi nei confronti dei paesi in via di integrazione, creando così una relazione basata sulla reciproca affidabilità. Ha inoltre appoggiato la valutazione dell'Aula riguardante la necessità di superare i blocchi bilaterali che talvolta paralizzano i lavori del Consiglio, invitando a privilegiare criteri oggettivi di merito piuttosto che giochi diplomatici tra Stati membri.