Una data simbolica e carica di tensioni quella scelta per l'insediamento di José Antonio Kast alla presidenza del Cile. Domani, esattamente 36 anni dopo il 11 marzo 1990 quando Augusto Pinochet abbandonò il potere, il nuovo presidente cileno giurerà sulla costituzione di un Paese profondamente diviso. La particolarità storica dell'evento risiede nel fatto che Kast rappresenta una frattura significativa nella politica cilena post-dittatoriale: è il primo capo di Stato eletto democraticamente a legittimare pubblicamente il ruolo e l'eredità del governo militare, considerandolo un argine necessario contro l'avanzata del socialismo e un fattore di stabilità economica per la nazione.
La vittoria elettorale di Kast, conseguita con il 58% dei voti al ballottaggio di dicembre, sorprende gli osservatori internazionali e interrompe una tendenza politica consolidata nel paese sudamericano. Il presidente 58enne arriva al governo con un programma dichiaratamente focalizzato sul ripristino dell'ordine pubblico, promettendo di affrontare con mano ferma il caos che secondo lui caratterizza il Cile contemporaneo. La sua agenda prioritaria include il contrasto alla criminalità organizzata, il rafforzamento della sicurezza interna e il contenimento dell'immigrazione irregolare, che inquadra come minacce alla stabilità nazionale.
All'evento di insediamento parteciperanno figure di rilievo internazionale: confermata la presenza del re Filippo VI di Spagna, undici capi di Stato e Maria Corina Machado, leader dell'opposizione venezuelana e premio Nobel per la pace. Tuttavia, la cerimonia registra anche assenze significative che rivelano le tensioni diplomatiche attuali. In particolare, Luiz Inácio Lula da Silva, presidente brasiliano, ha comunicato nel corso della giornata di non partecipare all'evento. Il motivo della defezione risiede nell'invito rivolto a Flávio Bolsonaro, senatore conservatore e figlio dell'ex presidente Jair Bolsonaro, considerato tra i principali candidati della destra brasiliana per le prossime elezioni presidenziali e quindi un potenziale avversario politico di Lula.