Lo scontro tra Bruxelles e Roma sulla politica climatica si fa più acceso. Paolo Borchia, capo della delegazione della Lega al Parlamento europeo, ha lanciato un'aspra critica alla vicepresidente della Commissione europea Teresa Ribera durante i lavori della plenaria di Strasburgo. Nel mirino del leghista c'è il diniego della spagnola a congelare il sistema ETS (Emission Trading System), il meccanismo europeo di scambio delle quote di emissione di anidride carbonica.
Ribera ha definito «un enorme errore» l'ipotesi di bloccare temporaneamente il mercato delle emissioni, una misura più volte richiesta dall'Italia per proteggere la competitività delle proprie aziende. Borchia ha risposto con toni aspri, affermando che la vicepresidente della Commissione «non ha capito nulla» della questione e della realtà concreta affrontata dalle imprese europee.
«All'interno della Commissione europea c'è una parte fortemente ideologizzata che non sta ascoltando le preoccupazioni autentiche del settore produttivo», ha sottolineato il capodelegazione leghista. Secondo Borchia, mentre il sistema economico europeo compie sforzi significativi per preservare anche un minimo di vantaggio competitivo a livello globale, ricevere dai vertici comunitari un rifiuto categorico a riflettere sulla questione ETS rappresenta un segnale frustrante.
La posizione italiana sul sistema ETS rimane critica: il governo considera il meccanismo attuale penalizzante per le aziende europee rispetto ai competitor internazionali, soprattutto americani e asiatici, che operano con vincoli ambientali meno stringenti. Il dibattito evidenzia la crescente frattura tra l'indirizzo ambientalista della Commissione e le istanze di sostenibilità economica portate avanti da diversi Stati membri, in particolare da Roma.