Continuano a giungere rassicurazioni sulla salute di Mojtaba Khamenei, il nuovo leader dell'Iran, dopo quanto accaduto durante i bombardamenti della scorsa settimana. Yousef Pezeshkian, figlio del presidente iraniano Masoud Pezeshkian, ha usato il canale Telegram per comunicare che il vertice della Repubblica islamica ha subito ferite ma non è in pericolo. "Ho appreso della disavventura capitata al leader e ho contattato persone che lo conoscono: mi hanno assicurato che sta bene e che la situazione è sotto controllo", ha scritto il giovane Pezeshkian.
Le parole arrivano a pochi giorni dall'insediamento di Khamenei alla guida del Paese, evento che ha sorpreso molti osservatori internazionali considerando le circostanze drammatiche. Proprio durante i raid coordinati tra Stati Uniti e Israele avvenuti lo scorso 28 febbraio, Mojtaba Khamenei è stato colpito insieme a members della sua famiglia. In quella stessa operazione hanno perso la vita suo padre, il precedente leader supremo Ali Khamenei, e altri parenti stretti.
A generare interrogativi è tuttavia l'atteggiamento delle istituzioni iraniane. Le autorità di Teheran hanno mantenuto un totale silenzio ufficiale sui dettagli dell'accaduto e sui reali effetti sulla salute di Khamenei. Il nuovo leader non ha pronunciato discorsi pubblici dalla sua nomina, comportamento inusuale per chi assume il ruolo di massima autorità della nazione, elemento che ha alimentato speculazioni e voci di corridoio.
Stando alle indiscrezioni che circolano sui social network da diversi giorni, Mojtaba Khamenei sarebbe stato ricoverato presso l'ospedale Sina di Teheran con ferite significative alle gambe e alla zona addominale conseguenti all'attacco. Tuttavia, l'assenza di comunicati ufficiali rende impossibile verificare con certezza le attuali condizioni del leader e l'entità dei danni riportati. Le dichiarazioni informali continueranno probabilmente a rappresentare l'unica fonte disponibile finché Tehran non decida di rompere il silenzio.