Un'iniziativa dal forte valore simbolico quella che Riccardo Muti ha ideato per l'estate 2024. Il maestro porterà l'Orchestra Giovanile Luigi Cherubini in tre città cariche di significato storico e culturale - Pompei, Lucca e Ostuni - per una serie di concerti straordinari dove i musicisti dell'ensemble conviveranno sul palco con gli studenti provenienti dai Conservatori delle zone circostanti. Un'esperienza formativa pensata per abbattere le barriere tra realtà diverse e ribadire il valore della collaborazione nel mondo della musica classica.
Le tre date sono fissate per il weekend del 18-22 luglio. Sabato all'Anfiteatro degli Scavi di Pompei, lunedì nella storica Piazza Napoleone durante il Lucca Summer Festival e mercoledì al Foro Boario di Ostuni. In ciascuna tappa, una selezione accurata di giovani musicisti salirà sul palco per condividere le prove orchestrali e il concerto serale sotto la bacchetta dello stesso Muti, creando un'esperienza di alto livello artistico aperta ai talenti emergenti del territorio.
Secondo le dichiarazioni del maestro, questa scelta rispecchia una convinzione profonda: «La musica si impara soprattutto condividendo». Per Muti, far collaborare i giovani della Cherubini con gli studenti dei Conservatori rappresenta un momento decisivo nella formazione di musicisti consapevoli, capaci di ascolto reciproco e responsabilità collettiva. L'iniziativa vuole anche rilanciare il ruolo della cultura come strumento di coesione nazionale, inserendo la musica classica italiana negli spazi più rappresentativi del patrimonio civile del Paese.
Il repertorio scelto per le tre serate enfatizza la grandezza della tradizione operistico-sinfonica italiana. Verdi incornicia idealmente i programmi con le celebri ouverture del Nabucco e della Forza del destino, mentre il centro della scaletta ospita intermezzi tratti da Manon Lescaut di Puccini, Cavalleria rusticana di Mascagni e Pagliacci di Leoncavallo. Completano il cartellone l'Ouverture del Guglielmo Tell di Rossini, la Contemplazione di Catalani e la Suite dal Gattopardo di Nino Rota, un affresco musicale che consegna alle nuove generazioni i capolavori della scena italiana.
Muti conclude il suo messaggio rivolgendosi direttamente all'Italia, invitandola a ripopolare i suoi luoghi simbolici attraverso la cultura e la musica. In un periodo dove i consumi culturali sono sempre più frammentati, questa iniziativa rappresenta un tentativo concreto di ricucire i legami tra istituzioni musicali, giovani talenti e comunità locali, affermando che credere nella musica significa credere nel futuro collettivo del Paese.