È venuto a mancare David Harding, lo scultore e artista scozzese che ha dedicato quasi sessant'anni alla creazione e all'insegnamento dell'arte pubblica partecipata. La sua scomparsa segna la fine di una carriera straordinaria iniziata negli anni Sessanta, quando il concetto stesso di coinvolgere i cittadini nella creazione artistica era ancora rivoluzionario. Harding non era un semplice scultore, ma un visionario che ha saputo trasformare gli spazi urbani in luoghi di incontro e riflessione collettiva.
Tra le sue realizzazioni più significative spicca la trasformazione della città scozzese di Glenrothes, un intervento che ha rappresentato un modello di rigenerazione urbana attraverso l'arte. Ma è a Roma, poco più di un anno fa, che Harding ha lasciato la sua impronta italiana più importante. Nel 2025, in collaborazione con l'artista Ross Birrell, ha presentato il suo primo progetto pubblico nella Capitale nell'ambito del progetto Lavinia realizzato da Ghella presso la Loggia dei Vini di Villa Borghese.
L'opera romana è un capolavoro concettuale intitolato Dante Desire Line Poetry Path. Si tratta di un percorso spontaneo lungo cento metri ispirato ai cosiddetti desire path inglesi, quei sentieri che nascono naturalmente quando i visitatori di un parco decidono di tracciare delle scorciatoie rispetto ai cammini ufficiali. In questo caso, il sentiero è arricchito da versi tratti dalla Vita Nuova di Dante Alighieri, incisi in lettere di bronzo su lastre di cemento bianco. La scelta dei versi non è casuale: "Nullo nemico mi rimanea, anzi mi giugnea una fiamma di caritade, la quale mi facea perdonare a chiunque m'avesse offeso; e chi allora m'avesse domandato di cosa alcuna, la mia risponsione sarebbe stata solamente Amore".
Oggi questa installazione rimane aperta e fruibile ai romani e ai turisti che visitano Villa Borghese, funzionando come opera permanente che unisce la poesia medievale al concetto moderno di spazio pubblico condiviso. L'intervento di Harding a Roma incarna perfettamente la sua filosofia artistica: creare non semplici monumenti, ma esperienze che invitano le persone a riflettere, a camminare insieme e a condividere uno spazio urbano trasformato dalla bellezza e dal significato. Con la sua scomparsa, il mondo dell'arte perde uno dei suoi pensatori più originali, ma il suo insegnamento continua a vivere nelle opere che ha disseminato nel tempo e nello spazio, da Glenrothes fino ai sentieri danteschi di Villa Borghese.