Arriva nelle sale il 19 marzo grazie a Warner Bros 'Idoli - Fino all'ultima corsa', un'opera diretta dal regista Mat Whitecross che scardina gli schemi del genere motorsport. La coproduzione Italia-Spagna non è il tipico racing movie dove tornanti e accelerazioni fanno da protagonisti, bensì un racconto intimo incentrato sul conflitto generazionale tra un padre e un figlio.
Claudion Santamaria veste i panni di Antonio Belardi, leggendario pilota ritiratosi dalle competizioni dopo aver causato la morte di un collega in pista. Suo figlio Edu, interpretato da Óscar Casas, è un giovane e talentuoso corridore dalla personalità esplosiva, tanto da non trovare un team disposto a correre il rischio di ingaggiarlo. Quando l'opportunità arriva dall'Aspar Team in Moto2, con il team leader Eli (Enrique Arce) che offre una possibilità al ragazzo a patto che sia il padre a prepararlo, Edu accetta. Nonostante anni di distanza e rancore per l'abbandono paterno seguito alla morte della madre, il giovane comprende che solo chi ha vinto sei titoli mondiali potrà trasformarlo in un vero campione.
Gli allenamenti rigorosi imposti dal padre si basano su una filosofia semplice ma severa: oltre alla tecnica, un pilota deve dominare le proprie emozioni, incluse quelle amorose. Questa disciplina ferrea entra in conflitto con l'impulsività naturale di Edu, che nel corso della trama incontra Luna, una giovane artista che apre uno studio di tatuaggi nella sua zona. Il romance che sboccia tra i due diventa il catalizzatore che mette alla prova l'equilibrio fragile tra il legame padre-figlio e l'ambizione professionale.
Un elemento straordinario del progetto è la scelta di girare direttamente nel paddock della MotoGP, grazie alla collaborazione con Dorna Sports, l'ente che amministra il campionato mondiale. Nessun set ricostruito, nessun compromesso: la troupe ha avuto accesso ai box e alle zone di gara durante eventi autentici, operando nei tempi ridotti tra una sessione e l'altra. Santamaria ha definito l'esperienza "elettrizzante e adrenalinica", sottolineando la sfida di recitare in una lingua non sua e rilevando come il paddock del Motomondiale condivida con un set cinematografico l'atmosfera itinerante dove professionisti collaborano per uno spettacolo ad altissima tensione.
Gli analisti vedono nel personaggio di Edu echi del giovane Marc Márquez per la sua temperamentalità, mentre il suo percorso verso il controllo disciplinato richiama figure come Valentino Rossi e Jorge Lorenzo. Nel cast anche Biondo, nome d'arte di Simone Baldasseroni, insieme a Enrique Arce, Saul Nanni, Matteo Paolillo, Mario Ermito, Desiree Popper e Alessandra Carrillo.