Un momento storico per il cinema italiano si è consumato ieri nell'aula principale dell'UNESCO di Parigi, quando oltre seicento studenti francesi hanno riempito la grande sala delle conferenze per assistere alla visione di 'Un anno di scuola', il film della regista italiana Laura Samani in corsa per l'edizione 2025-2026 del Prix Palatine. L'evento ha attirato l'attenzione delle massime autorità diplomatiche: presenti infatti l'Ambasciatore Liborio Stellino, rappresentante permanente d'Italia presso l'organizzazione internazionale, e l'Ambasciatrice francese Ahlem Gharbi, che hanno coordinato insieme il riconoscimento ufficiale da parte dell'UNESCO.
Il Prix Palatine rappresenta un'iniziativa unica nel panorama dei festival cinematografici europei: ideato dalle associazioni francese Palatine e italiana Lutetia, il progetto riunisce ogni anno studenti delle scuole superiori dei due Paesi intorno a opere contemporanee selezionate. Il meccanismo è speculare e trasparente: i giovani giurati francesi scelgono il migliore tra tre film italiani, mentre i loro coetanei italiani assegnano il premio al film francese più meritevole. In questo modo, il cinema diventa uno strumento concreto di formazione e dialogo generazionale.
L'UNESCO ha accordato il suo patrocinio ufficiale al progetto riconoscendone il valore educativo e la capacità di promuovere la diversità culturale attraverso le giovani generazioni. Durante il suo intervento, l'Ambasciatore Stellino ha sottolineato come l'iniziativa tocchi "l'essenza stessa della convivenza umana", affermando che "conoscersi meglio per comprendersi meglio" consente di riconoscere "l'esistenza di una sola umanità, sullo stesso pianeta, chiamata a risolvere le crisi globali".
Dopo la proiezione, la regista Laura Samani ha dialogato direttamente con gli studenti affrontando questioni rilevanti per le nuove generazioni, dalla rappresentazione cinematografica dell'istruzione scolastica alle prospettive di carriera nel settore audiovisivo. Il film avrà la sua distribuzione in Francia a giugno 2026 grazie alla casa di distribuzione Arizona Films, aprendo così a un pubblico francese più ampio le tematiche sviluppate dall'opera.