Genova accoglie una mostra che promette di non lasciare indifferenti. Alla Galleria Prisma Studio aprono gli spazi per 'Stay Safe - Stay Offline', rassegna dedicata al lavoro di El Moro, pseudonimo di Andrea Moresco, artista sanremese nato nel 1981. L'esposizione raccoglie una varietà di linguaggi visivi: stampe, fumetti autoprodotti, tarocchi, etichette di birra e adesivi che compongono un mosaico di critica sociale e disagio contemporaneo.

La produzione di El Moro si distingue per una caratteristica centrale: l'uso dell'arte grafica come strumento di denuncia verso il presente. L'artista trasforma l'inquietudine di un'epoca attraversata da polarizzazioni estreme, narcisismo digitale e derive ideologiche in narrazioni visive dense e provocatorie. I suoi lavori catturano il clima di una civiltà donde si diffondono selfie, vuoti slogan mediatici e, simultaneamente, rigurgiti di violenza ideologica: fascismo, razzismo, suprematismo. È un'opera coraggiosa che non sceglie la neutralità.

Sulla carta, l'approccio formale di Moresco rivela un'intelligenza visiva contrastante. Preferisce il nero e il bianco, segni ordinati e geometrici che contraddicono volutamente il caos che rappresentano, creando un effetto stridente: l'ordine formale descrive il disordine mentale e sociale. È uno strumento narrativo che amplifica il messaggio politico attraverso la coerenza estetica. Una scelta consapevole che rende le opere immediatamente leggibili eppure complesse nei loro significati.

La mostra conferma una crescente tendenza nel panorama artistico italiano contemporaneo: l'uso dell'arte underground come veicolo di resistenza culturale verso le narrazioni dominanti. El Moro non propone riconciliazione o speranza decorativa, ma piuttosto una testimonianza visiva dello sconcerto di chi osserva una società in dissoluzione. La sua voce graffica è consapevolmente scomoda, inevitabilmente 'hard', fedele a un imperativo creativo che non transige con la realtà percepita come distopica.