Nonostante le recenti polemiche per aver ospitato un evento referendario con la premier Giorgia Meloni, il teatro Franco Parenti non rallenta la sua attività e presenta una nuova produzione che rappresenta un'importante opportunità di espressione per i giovani milanesi. Il 7 marzo il palcoscenico si trasformerà in uno spazio di dialogo intergenerazionale con 'Prendi parola - Il mondo degli adulti visto dai ragazzi', uno spettacolo nato dalla collaborazione tra la struttura teatrale, la comunità educativa La Strada e alcuni istituti superiori della città.
Il progetto affronta una questione fondamentale: le parole hanno veramente il potere di incidere sulla realtà e modificare le cose, o rimangono vuote dichiarazioni prive di significato? Questo interrogativo guida il percorso creativo in cui adolescenti e adulti entrano in un confronto franco, dove ogni parola assume il peso di una promessa, di uno scontro, di una ferita e potenzialmente di una rinascita. Lo spettacolo utilizza la città di Milano come palcoscenico simbolico, trasformando i quartieri, i loro conflitti e persino le conversazioni digitali in laboratori di immaginazione collettiva.
A coordinare il progetto è Angelo Campolo, regista e attore formatosi presso la prestigiosa Scuola del Piccolo, figura nota per il suo costante intreccio tra pratica artistica e responsabilità sociale. Campolo da anni sviluppa iniziative teatrali che coinvolgono gruppi fragili: adolescenti, detenuti e ragazzi inseriti in comunità educative, creando spazi dove l'espressione artistica diventa strumento di riscatto e consapevolezza.
Il laboratorio che ha generato questo nuovo spettacolo è stato avviato nell'ottobre 2025 e ha coinvolto giovani tra i 13 e i 20 anni provenienti da realtà sociali complesse. Dal lavoro di questi mesi è scaturita una narrazione corale che porta alla luce fragilità, speranze e desideri, trasformandoli in una sorta di favola urbana contemporanea. La rappresentazione è interpretata dallo stesso Campolo insieme ai partecipanti al laboratorio, creando una dialettica autentica tra il professionista e le voci giovanili.
Questo progetto si inserisce in una missione più ampia del teatro Franco Parenti di democratizzare lo spazio scenico, rendendolo permeabile ai racconti e alle prospettive di chi normalmente rimane ai margini dei palcoscenici tradizionali. L'evento rappresenta un'occasione per riflettere su come il linguaggio teatrale può diventare mezzo di consapevolezza civile e di empowerment giovanile.