Roberto Saviano approfondisce per la prima volta la strage di Capaci, uno dei capitoli più bui della lotta alla criminalità organizzata italiana, in un nuovo progetto pensato per il pubblico di La7. Lo scrittore, celebre per le sue inchieste sulla camorra e la mafia, arriva sul canale editoriale di Urbano Cairo con uno sguardo critico e metodico su quanto accadde il 23 maggio 1992, quando persero la vita il magistrato Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e la scorta.

L'elemento distintivo di questo lavoro risiede nella scelta narrativa di Saviano: raccontare la tragedia partendo dai due poli opposti della medesima storia. Da un lato la figura della vittima, dall'altro chi materialmente diede l'ordine di premere il detonatore che provocò l'esplosione sulla strada statale 113, nei pressi di Capaci. Questo approccio bipolare permette di comprendere la complessità dell'evento storico in tutta la sua dimensione umana, politica e criminale.

Il progetto rappresenta un'ulteriore evoluzione della carriera di Saviano come narratore televisivo e costituisce una sfida interpretativa ambiziosa: riuscire a mantenere la giusta distanza analitica da una vicenda che ha segnato profondamente la coscienza collettiva italiana, evitando sia la retorica che l'eccessiva fredda documentaristica. L'intenzione dichiarata è quella di rimettere a fuoco gli elementi storici fondamentali, restituendo alle nuove generazioni il senso pieno di cosa sia stato questo momento cruciale.

Il programma si rivolge principalmente agli spettatori premium di La7, rappresentando così una scelta editoriale che combina l'approfondimento investigativo con l'accesso selettivo al contenuto. Questa partnership tra Saviano e la emittente segna un cambiamento nella strategia dell'autore, che amplia il suo raggio d'azione oltre la carta stampata tradizionale verso il racconto audiovisivo di respiro nazionale.