Il mercato dell'arte mondiale ha finalmente interrotto la sua discesa. Dopo due anni caratterizzati da stagnazione e contrazione, il 2025 segna un ritorno alla crescita con un aumento del 4% rispetto al 2024, portando il valore complessivo delle transazioni a sfiorare i 60 miliardi di dollari. È quanto emerge dal nuovo Art Market Report di Art Basel e UBS, giunto quest'anno alla sua decima edizione, uno strumento analitico riconosciuto come il più completo e autorevole per monitorare la salute economica del settore artistico internazionale.
Il ritorno positivo interessa in particolare la fascia alta del mercato, dove i collezionisti più facoltosi hanno ripreso a investire in opere d'arte. Tuttavia, l'incremento rimane moderato e la cautela continua a caratterizzare le strategie di operatori e acquirenti. Il rapporto, sviluppato dagli analisti di Arts Economics e curato da Clare McAndrew, approfondisce non solo i numeri delle transazioni ma anche il contesto macroeconomico e geopolitico in cui operano gallerie, case d'asta e fiere d'arte. È su questo sfondo di incertezze persistenti che va letto il recupero del 2025.
L'industria artistica mondiale resta infatti esposta a molteplici fattori di rischio: tensioni geopolitiche, volatilità dei mercati finanziari e continui assestamenti nelle strategie commerciali degli operatori. Nonostante questi ostacoli, il dato positivo rappresenta un segnale di fiducia rinnovata, almeno tra i segmenti più solidi del mercato. Gallerie, case d'aste e organizzatori di fiere stanno ricalibrand i loro modelli operativi in risposta ai cambiamenti strutturali del settore.
Questa ripresa, seppur ancora fragile, suggerisce che il comparto artistico sta trovando nuovi equilibri dopo un periodo di assestamento. Tuttavia, gli analisti avvertono che la strada verso una stabilizzazione duratura rimane ancora lunga, condizionata dagli sviluppi economici e politici internazionali che continueranno a influenzare gli investimenti in arte nei prossimi mesi.