Una straordinaria occasione per riscoprire il patrimonio egizio raccolto dall'Arciduca Massimiliano d'Asburgo: dal 2 aprile al 1° novembre, le Scuderie del Castello di Miramare ospiteranno l'esposizione "Una Sfinge l'attrae. Massimiliano d'Asburgo e le collezioni egizie tra Trieste e Vienna". Si tratta del primo grande ritorno a Trieste di questi reperti storici, che nel 1891 furono trasferiti a Vienna e collocati nel prestigioso Kunsthistorisches Museum, dove rimangono da oltre un secolo e mezzo.
La mostra rappresenta il frutto della collaborazione tra il Museo storico e Parco del Castello di Miramare, il museo austriaco viennese, e il contributo scientifico del Museo Egizio di Torino. La curatela, affidata a esperti di fama internazionale come Massimo Osanna e Christian Greco, ha selezionato opere che raccontano non solo la storia della collezione, ma anche la personalità e gli interessi dell'Arciduca. Il percorso espositivo offre ai visitatori una riflessione affascinante sul concetto di museo nel corso dell'Ottocento: dall'idea iniziale di spazio privato riservato al piacere estetico dei collezionisti, alla progressiva trasformazione in luogo di ricerca, conservazione e fruizione pubblica del patrimonio.
La collezione iniziò a costituirsi nei primi anni del 1850, quando Massimiliano acquisì i primi reperti da Anton von Laurin, che ricopriva il ruolo di console generale ad Alessandria d'Egitto. Nel corso dei decenni successivi, l'insieme si arricchì notevolmente attraverso missioni diplomatiche e campagne di acquisizione sistematiche. L'Arciduca considerava questa raccolta non solo un'espressione del gusto estetico diffuso nell'epoca, ma anche uno strumento al servizio della ricerca storica e filologica sulla civiltà egizia.
Accanto ai prestiti provenienti da Vienna e ad alcuni pezzi conservati a Miramare, saranno esposti anche reperti del Civico Museo d'Antichità J. J. Winckelmann di Trieste, che testimoniano come la passione egittologica dell'Arciduca rispecchiasse un interesse più ampio e profondamente radicato nel panorama del collezionismo triestino dell'Ottocento. L'esposizione, realizzata da MondoMostre e CoopCulture con il sostegno del Comune di Trieste e PromoTurismoFvg, rappresenta un'occasione unica per comprendere come il commercio e la diplomazia vennero intrecciati nella formazione di una delle più importanti raccolte egiziane private del continente europeo.