Mara Cerri, una delle voci più autorevoli dell'illustrazione contemporanea italiana, torna sotto i riflettori con un progetto affascinante: un fumetto dedicato a Marilyn Monroe realizzato in collaborazione con lo scrittore francese Frédéric Debomy. L'opera sarà pubblicata nel nuovo magazine di Artribune e rappresenta un ulteriore capitolo della ricerca artistica della creatività pesarese, che da anni si distingue per la capacità di coniugare linguaggi visuali diversi mantenendo una firma stilistica inconfondibile.
Nata a Pesaro nel 1978, Cerri ha costruito nel corso della sua carriera un percorso artistico senza confini rigidi, muovendosi con disinvoltura tra pittura, illustrazione e fumetto. I suoi lavori sono stati pubblicati da prestigiose case editrici come Einaudi, Mondadori e Coconino, consolidando la sua reputazione nel panorama editoriale nazionale. Ciò che contraddistingue il suo approccio è quella capacità di catturare il movimento all'interno delle scene, di immortalare istanti sospesi tra sogno e realtà, dove il vento, gli sguardi e le emozioni diventano elementi narrrativi protagonisti.
L'interesse di Cerri per il linguaggio cinematografico affonda le radici nella sua formazione: ha frequentato la rinomata Scuola del Libro di Urbino, dove ha studiato animazione. Proprio in questo ambito, insieme alla coreografa Magda Guidi, ha realizzato due cortometraggi interamente dipinti a mano, opere che ancora oggi ritiene tra le più rappresentative della sua visione artistica. Questo sfondo cinematografico si riflette inevitabilmente nella scelta di affrontare il tema di Marilyn Monroe: un'attrice intrinsecamente legata al movimento, agli sguardi, all'effimero.
La novità più rilevante di questo progetto risiede nell'interpretazione di una Monroe alternativa, liberata dagli stereotipi che l'hanno accompagnata. Piuttosto che riproporre l'icona sessuale cristallizzata nel tempo, Cerri e Debomy sembrano intenzionati a scandagliare strati più complessi e umani della personalità dell'attrice, offrendo ai lettori una prospettiva che va oltre le apparenze. È un approccio coerente con la poetica di Cerri, sempre attenta agli spazi tra le forme, ai silenzi tra le parole.
La collaborazione con il fumettista transalpino arricchisce ulteriormente il progetto: Debomy porta con sé una tradizione compositiva francese che dialoga con la sensibilità visiva italiana di Cerri, creando una vera sinergia creativa. Si tratta di un incontro di linguaggi che promette di generare una prospettiva inedita su uno dei personaggi più mitizzati del Novecento, confermando come il fumetto contemporaneo sia sempre più uno strumento maturo per la riflessione artistico-narrativa.