La primavera triestina si tinge di cultura fotografica. A marzo, la città si trasforma in un laboratorio visuale dove la memoria storica incontra lo sguardo contemporaneo, offrendo ai visitatori un'occasione rara per comprendere l'identità urbana e sociale attraverso le immagini. Un percorso affascinante che attraversa il centro storico e raggiunge il Porto Vecchio, trasformando spazi simbolici e aree riconvertite in gallerie a cielo aperto.
A guidare questa esperienza immersiva è la mostra "La Fototeca in piazza. Scatti di storia e storie", allestita nella Sala Selva di Palazzo Gopcevich sotto la curatela di Claudia Colecchia. Realizzata dal Comune di Trieste in occasione del centoquarantesimo anniversario del palazzo municipale, l'esposizione attinge al patrimonio della Fototeca dei Civici Musei di Storia e Arte per raccontare come Piazza Unità d'Italia si sia trasformata nel corso dei decenni. Lo spazio, cuore pulsante delle istituzioni cittadine, diventa protagonista di una narrazione corale costruita dagli scatti di oltre quaranta fotografi, tra i quali figurano nomi come Carlo Wulz, Giuseppe Wulz, Gianni Berengo Gardin e Franco Fontana.
Dalle fotografie ottocentesche che riprendono la vivacità commerciale della piazza con botteghe, tram e velieri, l'archivio sale verso i momenti che hanno segnato profondamente la città: l'attesa delle navi nel 1918, gli eventi traumatici del 1953, il ritorno all'Italia nel 1954. Ogni immagine è un tassello di una memoria collettiva che si dispiega davanti agli occhi dello spettatore contemporaneo. Ma l'esposizione non si limita ai grandi accadimenti storici: accanto agli eventi che hanno fatto la storia troviamo frammenti di quotidianità dimenticata, come la violenza della bora sulle piazze cittadine, le scene girate durante le riprese di "Senilità" con una giovane Claudia Cardinale, gli avvenimenti sportivi e le vicende della celebre Fontana dei Quattro Continenti.
Oltre a questa proposta centrale, marzo a Trieste si arricchisce anche di grandi rassegne dedicate alla fotografia e al video contemporanei, con particolare attenzione agli artisti giapponesi che guardano al presente con sguardo critico e innovativo. Un'occasione per dialogare tra epoche diverse, dove l'archivio storico incontra la ricerca contemporanea e le immagini diventano strumento per leggere il passato e interrogare il presente.