Alla vigilia della 98ª cerimonia degli Oscar, il settore delle interpretazioni rimane il più caotico della stagione. Se c'è una certezza che attraversa gli ambienti hollywoodiani è il trionfo annunciato di Jessie Buckley per il suo ruolo in 'Hamnet - Nel nome del figlio', il dramma diretto da Chloé Zhao. La britannica ha costruito una marcia trionfale iniziata alla proiezione mondiale di Telluride lo scorso agosto, passando per i Critics Choice Awards e i Golden Globes, proseguendo con i Bafta e gli Actor Awards. Gli addetti ai lavori ritengono ormai la partita conclusa, nonostante il recente flop al botteghino di 'La spida!' per la regia di Maggie Gyllenhaal sia uscito quando le schede di voto erano già sigillate. Le altre contendenti - Emma Stone, Renate Reinsve, Kate Hudson e Rose Byrne - partono notevolmente indietro nei pronostici.
Bien diversa è la situazione tra gli attori protagonisti, dove il panorama rimane tutt'altro che definito. Timothée Chalamet sembrava avere il cammino sgombrato dopo i trionfi ai Critics Choice e ai Golden Globes, forti della sua candidatura per 'A Complete Unknown'. Ma i premi successivi hanno completamente rivoluzionato gli equilibri. Il brivido è arrivato dai Bafta, dove Chalamet ha subìto la sconfitta di Robert Aramayo, anche se il film di quest'ultimo non concorre agli Academy Awards. Ancora più significativo è accaduto agli Actor Awards, dove Michael B. Jordan ha sorpreso battendo il giovane interprete. Jordan, che nel film di Ryan Coogler veste i panni di due gemelli inseguiti da creature vampiresche nella Louisiana del 1930, ha così conquistato lo slancio che gli mancava e si trova ora in posizione di vantaggio rispetto a Chalamet e agli altri candidati nella categoria: Leonardo DiCaprio, Ethan Hawke e l'attore brasiliano Wagner Moura.
Ha ulteriormente danneggiato la posizione di Chalamet anche una recente intervista, dove l'attore ha ironizzato su balletto e opera con parole estrapolate dal contesto e diventate virali solo dopo la chiusura delle votazioni. C'è chi suggerisce scherzosamente che l'attore sia stato tradito da Marty Mauser, il bravaccio e ossessionato giocatore di ping pong che interpreta nel film di Josh Safdie. Restare completamente in carattere durante l'intero tour promozionale potrebbe avere giovato agli incassi, ma ha apparentemente nuociuto alla campagna per la statuetta più prestigiosa.
Ancor più frammentato il quadro nella categoria del miglior attore non protagonista. Jacob Elordi ha conquistato i Critics Choice per 'Frankenstein', mentre Benicio Del Toro si è imposto presso numerosi gruppi di critici grazie alla sua breve ma memorabile apparizione in 'Una battaglia dopo l'altra'. Stellan Skarsgård ha vinto il Golden Globe, e molti esperti sostengono fermamente che Delroy Lindo, candidato per 'Sinners', meriterebbe il premio da molti anni. Tra i candidati spicca anche Sean Penn, già due volte vincitore di Oscar, con chances concrete di aggiungere una terza statuetta alla sua collezione.