Valentina Merli entra nella storia del cinema italiano. La 53enne bolognese, residente in Francia da oltre due decenni, si è aggiudicata l'Oscar come produttrice del cortometraggio in live action "Two People Exchanging Saliva", condividendo il premio con "The Singers" alla 98ª edizione degli Academy Awards. Un traguardo straordinario: non soltanto è l'unica italiana vincitrice della serata, ma anche l'unica del nostro Paese tra le candidature.
Chiamata al telefono dall'ANSA subito dopo aver ritirato la statuetta dal palco del Dolby Theatre di Los Angeles, Merli non riesce a contenere l'emozione. "Questa statuetta è pesante, ma me la sento bene in mano, non la mollo più", dice con una voce che mescola incredulità e felicità. Nata e cresciuta a Bologna, dove ha conseguito la laurea in giurisprudenza, ha scelto di trasferirsi a Parigi nel 1999 e lì ha costruito la sua carriera nel cinema, dapprima occupandosi della vendita e della distribuzione dei diritti. Sei anni fa ha fondato insieme a una collega argentina la società di produzione Misia Films, che ha portato al successo il cortometraggio vincitore.
Il percorso del film in bianco e nero è stato rapido e folgorante: proposto all'inizio del 2023, girato in autunno dello stesso anno, presentato ad agosto 2024 al festival di Telluride e successivamente in circolazione internazionale fino al trionfo di questa notte. La felicità per la vittoria personale è palpabile, così come l'affetto che sente provenire dall'Italia: ha ricevuto 259 messaggi dai familiari e dagli amici che seguivano da casa. "Hanno tutti seguito la diretta, mamma, mia sorella, mio padre. Ancora non ci credo, è un sogno", confessa commossa.
Ma accanto alla gioia, Merli non nasconde una riflessione più critica. "Mi dispiace che l'Italia sia assente", osserva, riferendosi alla mancanza di una rappresentanza nazionale più significativa tra i film premiati. Pur riconoscendo le eccellenze del cinema italiano, con registi, attori e professionisti di talento riconosciuti globalmente, punta il dito sulla mancanza di sostegno alla cultura nel nostro Paese. "In Francia ti senti più ascoltato e accompagnato dalle istituzioni. Il cinema, come tutta la cultura, non riceve abbastanza finanziamenti in Italia. Ma quando ben supportato, il cinema genera un ritorno economico concreto. Della cultura si vive eccome", sottolinea con convinzione.
Prova di questa consapevolezza è il desiderio che conclude il suo sfogo: collaborare più frequentemente con talenti italiani. Il team che ha lavorato al progetto vincitore è quasi completamente al femminile, e Merli torna a festeggiare con loro con l'orgoglio di chi, pur vivendo lontano dall'Italia, rimane profondamente legato alle proprie radici. Una vittoria, dunque, che suona anche come un invito al sistema italiano della cultura a investire maggiormente in chi vuole raccontare storie al mondo.