La notte degli Oscar 2026 ha confermato ancora una volta quanto questa cerimonia sia un palcoscenico impietoso, dove i riflettori amplificano sia i successi che gli insuccessi. Nella serata di gala presso il Dolby Theatre di Los Angeles, il 16 marzo, si sono delineati vincitori e perdenti non solo tra i film, ma anche tra i protagonisti che hanno animato la manifestazione più importante dell'industria cinematografica mondiale.
Conan O'Brien ha assunto il ruolo di conduttore principale, ma la sua performance non ha raggiunto i livelli attesi. Pochi sono stati gli spunti di comicità che hanno realmente funzionato con il pubblico presente. Una scenetta di apertura, dove l'intrattenitore americano è comparso vestito nei panni di un personaggio diverso saltando da un'auto, ha strappato qualche sorriso, così come la chiusa con la gag sull'ufficio e il gas fuoriuscito. Ha funzionato anche il riferimento a Timothée Chalamet, con una battuta sul livello di sicurezza elevato per possibili attacchi dalle comunità teatrali e di danza. Tuttavia, il tentativo di ironizzare su questioni sensibili come quella britannica ha caduto nel vuoto, rappresentando un momento poco felice della conduzione.
Proprio Chalamet, candidato nella categoria miglior attore protagonista per il suo ruolo in Marty Supreme, ha rappresentato un paradosso della serata. Sul grande schermo ha regalato una performance di altissimo livello, probabilmente la migliore tra i cinque candidati della categoria. Ma sul tappeto rosso e nella vita pubblica, il giovane talento sembra aver perso di vista la misura. Gli look sfarzosi e i comportamenti sopra le righe lo hanno trasformato in una parodia di sé stesso, compromettendo la sua credibilità anche per le prossime uscite pubbliche. Le sue dichiarazioni su come nessuno frequenti più i teatri e le sale di balletto hanno suscitato critiche, non rappresentando il profilo di un artista consapevole.
Ben diversa l'impronta lasciata da Javier Bardem, tra i presentatori della serata. L'attore spagnolo ha dimostrato ancora una volta di essere una figura intellettualmente consapevole nel panorama cinematografico internazionale. La spilla a sostegno della Palestina indossata sul tappeto rosso e il messaggio contro la guerra pronunciato dal palco sono stati netti e senza compromessi, ricordando che il cinema può e deve essere veicolo di consapevolezza politica.
Dalla parte dei rimpianti, c'è stata l'assenza di Jafar Panahi tra i candidati. Il regista iraniano si trovava a Los Angeles ma il suo film Un semplice incidente non ha ricevuto una nomination nella categoria in questione. Un'omissione che lascia perplessi, considerando la qualità riconosciuta dell'opera. Similmente, non è stato possibile ascoltare la storia di La voce di Hind Rajab, mentre gli attori palestinesi non hanno neanche potuto entrare negli Stati Uniti per partecipare agli eventi. Questa categoria si è rivelata particolarmente complessa da valutare, con candidature provenienti da diverse prospettive politiche e geografiche, e alla fine a prevalere è stato Sentimental Value.