Nel piccolo comune irpino di Bisaccia prende forma un ambizioso progetto culturale che potrebbe trasformare il territorio e riportare alla luce il genio di uno dei maestri dell'architettura italiana: Aldo Loris Rossi. A quasi un anno dalla presentazione ufficiale del parco architettonico, avvenuta il 10 maggio 2025, l'iniziativa rimane tuttavia intrappolata nei meandri amministrativi. Il documento d'intesa tra il Dipartimento di Architettura dell'Università Federico II e la Provincia di Avellino attende ancora la firma che potrebbe sbloccare i lavori. Il Comune ha già sottoscritto l'accordo, ma senza il supporto provinciale il progetto non può decollare.

Aido Loris Rossi, nato a Bisaccia nel 1933 e scomparso nel 2018, è stato un architetto singolare e controcorrente nel panorama del Novecento nazionale. La sua visione del costruire, caratterizzata dal linguaggio brutalista e da matrici geometriche di stampo wrightiano, ha trasformato il piccolo centro irpino soprattutto a partire dagli anni Ottanta. Dopo il terremoto devastante del 1980 che colpì duramente l'Alta Irpinia, Rossi venne incaricato di progettare Bisaccia Nuova, la nuova zona residenziale costruita a sud-ovest dell'abitato superstite. L'architetto elaborò nel corso di un decennio numerose varianti progettuali, basate su tre piazze geometricamente scandite, che creassero un dialogo visivo e urbano con il centro storico della città.

Il parco architettonico rappresenterebbe il primo del genere in Campania e nascerebbe proprio attorno a questi interventi storici di Rossi. L'iniziativa non è solamente una celebrazione del passato: intende trasformarsi in uno spazio vivo per la comunità locale, in un laboratorio di studio per specialisti e accademici, nonché in una leva di sviluppo turistico e culturale per il territorio. A promuovere il progetto sono anche Silvana Feleppa e Amerigo Quagliano, entrambi ex allievi di Rossi che ne hanno condiviso la ricerca didattica e progettuale per decenni e che oggi operano presso lo stesso Dipartimento di Architettura dell'ateneo napoletano.

La paralisi burocratica, tuttavia, continua a frenare la realizzazione concreta dell'idea. Il passaggio amministrativo che manca è ritenuto decisivo per avviare effettivamente il progetto, ma la Provincia fatica a completare le procedure necessarie. Una situazione che evidenzia come, anche di fronte a iniziative culturalmente rilevanti e potenzialmente rigenerative per piccoli comuni, gli ostacoli procedurali rimangono spesso il vero nemico della ripresa territoriale. Nel frattempo, le architetture di Rossi continuano a testimoniare silenziosamente la visione di un maestro in attesa di piena valorizzazione.