Cresce la polemica attorno all'incontro tra il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli e l'ambasciatore della Russia in Italia. A sollevare il caso è Pina Picierno, vicepresidente dell'assemblea europea, che attraverso i social media accusa il governo di scarsa trasparenza su un colloquio diplomatico potenzialmente delicato. Secondo Picierno, in un momento storico dove l'Europa sta fronteggiando l'aggressione militare russa contro l'Ucraina ormai da più di quattro anni, ogni contatto ufficiale con esponenti del Cremlino deve svolgersi con massima visibilità e in totale sintonia con i partner atlantici.
La deputata europea pone due ipotesi davanti alle quali il governo italiano non può restare indifferente. La prima è che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni fosse consapevole dell'incontro ma abbia scelto di mantenere il riserbo su un dialogo con un Paese che compromette la stabilità continentale. La seconda, ancora più allarmante, è che il capo dell'esecutivo non eserciti un controllo adeguato sulle mosse dei propri viceministri. "Entrambi gli scenari destano seria preoccupazione", scrive Picierno, sottolineando come nessuna delle due circostanze sia accettabile.
Secondo la critica della vicepresidente del Parlamento europeo, l'Italia non può permettersi ambiguità nelle relazioni con il regime moscovita, che utilizza sistematicamente la diplomazia come arma di pressione politica e propaganda. Picierno rimarca come la reputazione internazionale dell'Italia e la lealtà verso gli alleati transatlantici rischiano di essere compromessi da iniziative opache o autonome di singoli ministri. La richiesta conclusiva è univoca: il governo fornisca chiarimenti immediati sulle motivazioni, i contenuti specifici e le circostanze che hanno portato al colloquio fra Cirielli e il rappresentante di Mosca.