In un momento di crescente pressione sul diritto internazionale umanitario, la Commissione europea ha annunciato un massiccio piano di finanziamenti per il Medio Oriente destinato al 2026. L'Esecutivo di Bruxelles ha confermato uno stanziamento complessivo di 450 milioni di euro dedicato a interventi di emergenza e assistenza sociale in quattro paesi maggiormente colpiti dalla crisi umanitaria. Si tratta di una mossa strategica che riflette l'impegno dell'Ue nel momento in cui molti altri attori internazionali stanno riducendo la loro presenza nell'area.
La Siria riceverà la quota più consistente con 210 milioni di euro, fondi destinati a operazioni di emergenza e programmi di protezione su tutto il territorio nazionale. In Palestina verranno investiti 124 milioni per assicurare cibo, cure mediche, servizi di protezione, alloggi e accesso all'istruzione, attraverso partner che operano in condizioni particolarmente complicate. Il Libano avrà a disposizione 100 milioni di euro per potenziare l'assistenza medica di urgenza, fornire aiuti base alle famiglie più povere e sostenere servizi educativi per i minori fuori dal sistema scolastico. La Giordania accederà a 15,5 milioni destinati principalmente a sanità e protezione dei rifugiati sia nei campi che nelle aree urbane, mentre l'Egitto otterrà 8 milioni per interventi multisettoriali rivolti alla popolazione più fragile.
Hadja Lahbib, commissaria europea per la Preparazione e la Gestione delle Crisi, ha sottolineato il ruolo centrale dell'Ue nel panorama internazionale. "Mentre il Medio Oriente continua a soffrire a causa dei conflitti e molti donatori abbandonano la regione, l'Europa intensifica gli sforzi per restare al fianco delle comunità che affrontano le crisi più devastanti al mondo", ha dichiarato. "L'Unione Europea è ora il principale sostenitore degli aiuti umanitari in alcune delle situazioni più critiche del pianeta. Difenderemo il diritto internazionale e continueremo a fornire assistenza salvavita fino a quando sarà necessario".
L'annuncio arriva in un contesto di crescente preoccupazione per il deterioramento della situazione umanitaria nel Medio Oriente. L'Ue ha già attivato un ponte aereo umanitario che ha consegnato materiale medico e aiuti sulla regione, dimostrando una presenza operativa sul territorio oltre ai finanziamenti. Questa decisione di incrementare gli investimenti umanitari nel 2026 rappresenta un segnale politico forte sull'intenzione di Bruxelles di mantenersi protagonista nella risposta alle emergenze globali, contrastando il trend di ritiro di altri attori internazionali.